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    April 21

    Ciò che è stato e ciò che, speriamo, sarà...

    O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,
    la nave ha superato ogni ostacolo, l'ambìto premio è conquistato,
    vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
    occhi seguono l'invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
    ma o cuore! Cuore! Cuore!
    O gocce rosse di sangue,
    là sul ponte dove giace il Capitano,
    caduto, gelido, morto.

    O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
    risorgo - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,
    per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,
    te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
    ecco Capitano! O amato padre!
    Questo braccio sotto il tuo capo!
    E' solo un sogno che sul ponte
    sei caduto, gelido, morto.

    Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili,
    non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
    la nave è all'ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
    la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
    esultate coste, suonate campane!
    Mentre io con funebre passo
    Percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
    caduto, gelido, morto.

    April 04

    Torno in Italia perché

    Vi scrivo per due cose:
    1) da lunedì sarò in Italia, spero di riuscire a vedere qualcuno di voi;
    2) torno per votare e voglio dirvi per chi e perché.
     
    Dico subito per chi: la Sinistra l'Arcobaleno. I perché sono tanti, ma cercherò di essere breve per non tediarvi.
    Seppur da Kiev sto seguendo la campagna elettorale tutti i giorni su internet e mi sembra una campagna elettorale davvero surreale. Per diversi giorni ho letto accuse reciproche PD-PDL su chi ha copiato il programma di chi (cosa che dovrebbe far inorridire tanto gli elettori di una parte che dell'altra). Finito questo dibattito si è passati al "è lui che non vuole il dibattito. No à l'altro", manco fossero bambini. Poi finalmente si è iniziato a parlare d'altro, o meglio di come dal 15 aprile l'Italia sarà un paese nuovo, moderno, ricco, tutti avremo tutto. Via le leggi, su le pensioni e i salari, contratti fissi e flessibili assieme, immigrati che votano prima di essere rispediti a calci in culo o magari da dietro le sbarre di uno dei tanti CPT definiti degradanti prorpio qualche gg fa dall'UE.
     
    In un lavoro sulla crisi della politica assoluta cui ho avuto il piacere di partecipare 5 anni fa, si suggeriva "il programma" come strumento centrale di una politica vera e veritiera, dove il politico, consapevole di non poter dare tutto a tutti ma senza voler escludere nessuno, doveva fissare le priorità dando "evidenza più a quello che non si può piuttosto che a quello che si promette di fare".
    Lo spettacolo di questa campagna elettorale ci dice che siamo anni luce da tutto ciò. Si è criticato il programma dell'Unione di due anni fa perché era di 280 pagine. Che però, nonostante i suoi limiti, forniva un'analisi della società italiana. Nelle ultime elezioni spagnole i due candidati hanno presentato (come di consueto) programmi di circa 300 pagine e nessuno se n'è scandalizzato.
    I programmi di PD e PDL dimenticano completamente di guardare a quale Italia abbiamo di fronte oggi. La criminalità organizzata è la prima industria del paese e non si capisce come la si voglia combattere. Si punta alla crescita del PIl senza però parlare di distribuzione della ricchezza nonostante la distanza tra i più ricchi e i più poveri aumenta sempre di più. La nostra è ancora una società immobilizzata, dove se nasci a Napoli sei molto più penalizzato di una persona nata a Padova, dove se tuo padre è un operaio è più difficile che possa avere le stesse opportunità dei figli di laureati. Se poi tuo padre è un operaio di Napoli o lavora in nero...beh buona fortuna.
    In queste settimane di campagna elettorale sono continuate a succedere cose di tutti i giorni in Italia, ma nella solita indifferenza politica. A Melfi un operario, l'ennesimo, è morto mentre lavorava. A Torino un altro operaio di 42 due anni con due bambine piccole si è suicidato perché non era in grado di offrire alla sua famiglia delle certezze dopo che il suo contratto di due mesi non è stato rinnovato. A Genova una ragazza ha abortito perché l'azienda le aveva detto che se fosse rimasta incinta non le avrebbero riconfermato il contratto.
    Non dico che bisogna parlare solo di drammi ma continuo a pensare che la politica è occuparsi dei problemi della gente, è un servizio a cui si è chiamati e si deve rispondere con i fatti e non con le solite promesse. Quelle forse stancano più dei drammi in tv.
     
    Due anni fa si fece una campagna elettorale sul ritiro dei soldati dall'Iraq, sulla tassazione delle rendite finanziarie per portarle ai livelli europei, sui diritti delle coppie di fatto. Ma ve li ricordate? Sembrano passati decenni. Eppure i dieci milioni di italiani in attesa che li si venga riconosciuto qualche diritto pur non essendo sposati sono ancora in attesa. Tutti i correntisti continuano a pagare il 27% di tasse alle banche mentre gli investitori pagano il 12.5% (in Europa il 20%). Dall'Iraq siamo fuori ma si sta parlando di più militari in Afghanistan sotto l'egida della Nato e non dell'Onu, cosa completamente diversa. A 7 anni dall'inizio di quella guerra non se n'è cavato niente e si continua con gli stessi errori.
    L'Africa continua ad essere un continente sconosciuto alla politica italiana ed europea. Dopo tanto parlarne anche Veltroni sembra se ne sia dimenticato.
     
    Ci sarebbero ancora tante cose da dire ma ho promesso di non tirarla per le lunghe. Voterò Sinistra Arcobaleno perché nel suo programma affronta questi ed altri temi, li analizza criticamente e suggerisce soluzioni; perché è un programma di sinistra e ambientalista e l'Italia ha bisogno della sinistra e dell'ambientalismo; perché credo che la laicità dello Stato sia un valore da difendere senza troppi giri di parole; perché credo che dalle elezioni non uscirà nessun governo stabile ed allora è bene che si torni a formare la coscenza critica delle persone per un cambiamento reale nella società.
     
    Vi saluto con un consiglio per sdrammatizzare un po' la pessima realtà nella quale ci troviamo, scegliete uno qualsiasi dei video che ci sono qui http://www.youtube.com/results?search_query=ascanio+celestini&search_type=  per me sono un toccasana.
     
    Un forte abbraccio e spero di vedervi presto, qualcuno già da lunedì prossimo.