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Marceeelooo's blogfoto di vita quotidiana un po' sparse per il mondo
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January 17 boomQuesta volta ha fatto proprio boom...s'è sentito...forte...sguaiato...affumicato...ha fatto tremare i vetri, ma anche la nostra stabilità...s'è sentito, ha fatto boom... October 10 Soon in KabulCiao gente,
sono alle prese con gli ultimi preparativi per la mia prossima partenza....destinazione Kabul.
Molti m'hanno detto "ma chi te lo fa fare.....e che ci vai a fare lì"? Risposta semplice...sento di doverlo fare e credo che partire con Emergency (nel mio caso come logista gestionale) sia qualcosa che riempia la vita. Ma vi dirò via via come vanno le cose. Se qualcuno dovesse passare per caso da lì....just let me know. Un fuerte abrazo,
Marcello April 21 Ciò che è stato e ciò che, speriamo, sarà...O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato, O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane; Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili, April 04 Torno in Italia perchéVi scrivo per due cose:
1) da lunedì sarò in Italia, spero di riuscire a vedere qualcuno di voi;
2) torno per votare e voglio dirvi per chi e perché.
Dico subito per chi: la Sinistra l'Arcobaleno. I perché sono tanti, ma cercherò di essere breve per non tediarvi.
Seppur da Kiev sto seguendo la campagna elettorale tutti i giorni su internet e mi sembra una campagna elettorale davvero surreale. Per diversi giorni ho letto accuse reciproche PD-PDL su chi ha copiato il programma di chi (cosa che dovrebbe far inorridire tanto gli elettori di una parte che dell'altra). Finito questo dibattito si è passati al "è lui che non vuole il dibattito. No à l'altro", manco fossero bambini. Poi finalmente si è iniziato a parlare d'altro, o meglio di come dal 15 aprile l'Italia sarà un paese nuovo, moderno, ricco, tutti avremo tutto. Via le leggi, su le pensioni e i salari, contratti fissi e flessibili assieme, immigrati che votano prima di essere rispediti a calci in culo o magari da dietro le sbarre di uno dei tanti CPT definiti degradanti prorpio qualche gg fa dall'UE.
In un lavoro sulla crisi della politica assoluta cui ho avuto il piacere di partecipare 5 anni fa, si suggeriva "il programma" come strumento centrale di una politica vera e veritiera, dove il politico, consapevole di non poter dare tutto a tutti ma senza voler escludere nessuno, doveva fissare le priorità dando "evidenza più a quello che non si può piuttosto che a quello che si promette di fare".
Lo spettacolo di questa campagna elettorale ci dice che siamo anni luce da tutto ciò. Si è criticato il programma dell'Unione di due anni fa perché era di 280 pagine. Che però, nonostante i suoi limiti, forniva un'analisi della società italiana. Nelle ultime elezioni spagnole i due candidati hanno presentato (come di consueto) programmi di circa 300 pagine e nessuno se n'è scandalizzato.
I programmi di PD e PDL dimenticano completamente di guardare a quale Italia abbiamo di fronte oggi. La criminalità organizzata è la prima industria del paese e non si capisce come la si voglia combattere. Si punta alla crescita del PIl senza però parlare di distribuzione della ricchezza nonostante la distanza tra i più ricchi e i più poveri aumenta sempre di più. La nostra è ancora una società immobilizzata, dove se nasci a Napoli sei molto più penalizzato di una persona nata a Padova, dove se tuo padre è un operaio è più difficile che possa avere le stesse opportunità dei figli di laureati. Se poi tuo padre è un operaio di Napoli o lavora in nero...beh buona fortuna.
In queste settimane di campagna elettorale sono continuate a succedere cose di tutti i giorni in Italia, ma nella solita indifferenza politica. A Melfi un operario, l'ennesimo, è morto mentre lavorava. A Torino un altro operaio di 42 due anni con due bambine piccole si è suicidato perché non era in grado di offrire alla sua famiglia delle certezze dopo che il suo contratto di due mesi non è stato rinnovato. A Genova una ragazza ha abortito perché l'azienda le aveva detto che se fosse rimasta incinta non le avrebbero riconfermato il contratto.
Non dico che bisogna parlare solo di drammi ma continuo a pensare che la politica è occuparsi dei problemi della gente, è un servizio a cui si è chiamati e si deve rispondere con i fatti e non con le solite promesse. Quelle forse stancano più dei drammi in tv.
Due anni fa si fece una campagna elettorale sul ritiro dei soldati dall'Iraq, sulla tassazione delle rendite finanziarie per portarle ai livelli europei, sui diritti delle coppie di fatto. Ma ve li ricordate? Sembrano passati decenni. Eppure i dieci milioni di italiani in attesa che li si venga riconosciuto qualche diritto pur non essendo sposati sono ancora in attesa. Tutti i correntisti continuano a pagare il 27% di tasse alle banche mentre gli investitori pagano il 12.5% (in Europa il 20%). Dall'Iraq siamo fuori ma si sta parlando di più militari in Afghanistan sotto l'egida della Nato e non dell'Onu, cosa completamente diversa. A 7 anni dall'inizio di quella guerra non se n'è cavato niente e si continua con gli stessi errori.
L'Africa continua ad essere un continente sconosciuto alla politica italiana ed europea. Dopo tanto parlarne anche Veltroni sembra se ne sia dimenticato.
Ci sarebbero ancora tante cose da dire ma ho promesso di non tirarla per le lunghe. Voterò Sinistra Arcobaleno perché nel suo programma affronta questi ed altri temi, li analizza criticamente e suggerisce soluzioni; perché è un programma di sinistra e ambientalista e l'Italia ha bisogno della sinistra e dell'ambientalismo; perché credo che la laicità dello Stato sia un valore da difendere senza troppi giri di parole; perché credo che dalle elezioni non uscirà nessun governo stabile ed allora è bene che si torni a formare la coscenza critica delle persone per un cambiamento reale nella società.
Vi saluto con un consiglio per sdrammatizzare un po' la pessima realtà nella quale ci troviamo, scegliete uno qualsiasi dei video che ci sono qui http://www.youtube.com/results?search_query=ascanio+celestini&search_type= per me sono un toccasana.
Un forte abbraccio e spero di vedervi presto, qualcuno già da lunedì prossimo. March 22 Tortura a BolzanetoDa poco più di un mese sono a Kiev, in Ucraina. Quello che devo fare è una ricerca. Argomento, rifugiati e violazioni di diritti umani.
In queste settimane ho letto molti reports, ho intervistato gente. Ne è venuto fuori un quadro raccapricciante, l'Ucraina viola costantemente il diritto internazionale, non riconosce diritti umani fondamentali, mette i richiedenti d'asilo in carcere. 30 in celle per 10. Senza servizi. Si chiamano centri di detenzione temporanea.
In Italia siamo più buoni, non gli immigrati, anche se richiedenti d'asilo non li deteniamo, li mettiamo nei centri di "permanenza" temponarea. Quello che succede lì non si discosta molto dalla realtà ucraina. Ma abbiamo altri problemi, meglio non pensarci.
Sempre dalle interviste e reports ho saputo che la polizia ucraina utilizza costantemente la tortura nelle carceri e nei centri di detenzione temporanea. Violando la Convenzione sulla Tortura e la sua legge interna che ha accolto quella convenzione nel 2001. Ma da un paio d'anni a questa parte sembra che piano piano le cose migliorino.
Certo leggendo quello che succede, le tecniche di tortura per ottenere una confessione, magari da innocenti ti fa chiudere lo stomaco. Dici, ma che mondo di merda! Cosa devi avere dentro per fare cose del genere.
Poi però leggo il reportage di D'Avanzo sulla caserma di Bolzaneto ai tempi del G8 di Genova. Sette anni dopo possiamo sapere cosa è successo in Italia.
Leggo:
A. F. viene schiacciata contro un muro. Le gridano: "Troia, devi fare pompini a tutti", "Ora vi portiamo nei furgoni e vi stupriamo tutte". S. P. viene condotto in un'altra stanza, deserta. Lo costringono a denudarsi. Lo mettono in posizione fetale e, da questa posizione, lo obbligano a fare una trentina di salti mentre due agenti della polizia penitenziaria lo schiaffeggiano. J. H. viene picchiato e insultato con sgambetti e sputi nel corridoio. Alla perquisizione, è costretto a spogliarsi nudo e "a sollevare il pene mostrandolo agli agenti seduti alla scrivania". J. S., lo ustionano con un accendino.
G. A. si stava facendo medicare al San Martino le ferite riportate in via Tolemaide quando lo trasferiscono a Bolzaneto. All'arrivo, lo picchiano contro un muretto. Gli agenti sono adrenalinici. Dicono che c'è un carabiniere morto. Un poliziotto gli prende allora la mano. Ne divarica le dita con due mani. Tira. Tira dai due lati. Gli spacca la mano in due "fino all'osso". G. A. sviene. Rinviene in infermeria. Un medico gli ricuce la mano senza anestesia. G. A. ha molto dolore. Chiede "qualcosa". Gli danno uno straccio da mordere. Il medico gli dice di non urlare.
Ma che cazzo di paese è il nostro. Stato democratico, liberale. Come no. Il diritto costituzionale di dissentire non solo viene punito, ma si usa la tortura per farlo.
Mi sono sentito male a leggere quanto è avvenuto.
Sette anni dopo ci saranno le sentenze, ma nessuno pagherà. Tutto prescritto.
Io mi chiedo se davvero meritiamo tutto ciò. Se davvero l'impunità in Italia dev'essere all'ordine del giorno. Se siamo così impegnati e distratti da altre cose che l'indifferenza la deve far da padrone.
Siamo sempre sotto elezioni, ma sembra che tutto ciò non riguarda neache la politica. E' raccapricciante.
Io vi chiedo solo una cosa, leggete gli articoli a questi indirizzi:
Sono sicuro che poi non girete la testa e inizierete a pretendere vertià e rispetto della dignità umana. Ognuno troverà la forma migliore per farlo.
Vi abbraccio. E scusate l'intromissione.
Marcello July 15 Dublin:guinness e qualcos'altroDa Bilbao al Marocco all'Australia, via Dublin...e proprio i quasi quattro mesi irlandesi che mi va di ricordare con un po' di foto di chi ha vissuto con me quest'esperienza e chi ha deciso che ero una buona scusa per sfruttare ryanair e godersi una fantastica pinta di guinness.
Intanto, nell'attesa dell'estate australe vi confermo che i canguri esistono e saltano pure...
see ya,
m. January 17 Bilbao se nos vaUn altro capitolo di questo viaggio senza meta si sta chiudendo.
Un altro capitolo di quelli intensi, che vorresti che seguisse, o che perlomeno si potesse rileggere, arriva al suo punto. E non si torna indietro.
Un altro pezzo di vita si aggiunge a questo meraviglioso puzzle.
Bilbao se nos va ma ci lascia dentro sensazioni indimenticabili, emozioni irrepetibili, immagini impresse nella memoria.
Eskerrikk Asko y Agur...
Otro capitulo de este viaje sin meta se esta' terminando.
Otro capitulo de aquellos intensos, que quisieras siguieras, o que por lo menos se pudiese volver a leer, llega a su punto. Y no se vuelve atras.
Otro trozito de vida se adjunta a este maravilloso puzzle.
Bilbao se nos va pero nos deja adentro sensaciones inolvidables, emociones irrepetibles, inmagenes grabadas en la memoria.
Eskerrikk Asko y Agur... March 16 Carnaval 2006...Badajoz!!!Per ora godetevi le foto (spero presto di aggiungerne altre...). Appena sarà possibile vi racconterò qualcosina (tutto proprio non si può dire) di quello che è successo!
***
Ahora disfrutais de las fotos...cuando serà posible tambien escriberé algo de lo que hemos vivido regresando a nuestra segunda tierra madre...Badajoz!
Hasta pronto,
M. January 26 ya voyPassa il tempo. Eccome passa.
Si dice che il tempo scorre velocemente quando si hanno tante cose da fare. Probabilmente é per questo che non mi sembra possibile che siano giá passati due mesi da quando sono tornato a Loja.
Da subito il ritmo é stato molto sostenuto. Riunioni, tante, progetti da pensare, scrivere, discutere.
Con le pagine dell'agenda che si avvicinano velocemente al 12 febbraio mi sembra che non riusciró a terminare quello che avevo pensato.
Ma poi mi dico...e chi l'aveva pensato di stare a questo punto? E poi, siamo solo all'inizio del lavoro quindi c'é ben poco da terminare.
Se volessi giá fare un po' il punto della situazione dovrei dire di essere molto soddisfatto di quest'ennesima esperienza lojana.
Soddisfatto per l'interesse suscitato nell'ambito universitario e non solo. Soddisfatto per le cose che ho imparato. E perché no soddisfatto per il mio lavoro.
Di sicuro l'ho fatto con tutta la passione e qualche riconoscenza raccolta nel cammino mi riempie d'orgoglio.
Non di solo lavoro si vive. E questo non c'é stato bisogno di nessuno che me lo spiegasse.
Dopo aver trascorso quasi un anno a Loja tra un viaggio ed un altro negli ultimi due, si puó dire che sono "di casa". O meglio di Casa Tinku.
Casa Tinku é il posto dove vado sempre. Buona musica, concerti, niente discoteca, cerveza, canelazo ed un ambiente tanto familiare da farmi organizzare cenette per gli amici. Sí, proprio oggi mi "ritocca" anche se non so che prepareró né quanti saremo. Ma qualcosa esce fuori sempre.
E se dico che "lo estoy pasando bien" vuol dire che c'é di mezzo pure qualche sudamericana.
Qualche visto che, soprattutto nelle ultime settimane, le cose stanno andando davvero bene. Echetelodicoafare. Vero Donny?
L'unico piccolo rammarico é di aver girato poco anche se oramai la zona la conosco bene. E poi, il finesettimana c'era sempre da fare!
Tra un po' inizieranno le "despedidas", i saluti, momento che difficilmente vivo con tristezza. Tanto poi ci torno.
Hasta pronto Ecuador.
Ya voy Italia. December 09 giallorossoblu8 diciembre, día de la fundación de Loja. Tutte le vie e le piazze de centro sono un'orgia di colori, giallorossoblu, i colori dell'Ecuador, i colori di Loja.
Non si lavora oggi,si festeggia, si marcia. E a marciare sono i bambini, tantissimi, pefettamente in uniforme come se fossero militari. Sí, una marcia militare. Sono i bambini che suonano il ritmo di questa marcia che se non evocasse per la sua ritmica pessimi ricordi sarbbe davvero bella. Tamburi, flauti, trombe.
É uno spettacolo vedere questi bambini impassibili nonostante il sole accecante e queste divise che li fanno molto, ma molto, piú grandi di quelli che sono.
É giornata di tradizione, costumbre e va conosciuta, ammirata, apprezzata, anche se non si condividono alcune cose. É latinoamerica. E oggi sí che mi dispiace non avere con me la mia macchina fotografica. Questo delirio di colori giallorossoblu andava fotografato. Ma tanto mi rimarrá impresso nella memoria.
Oggi é tutto perfetto.
Peccato che intanto si parli di un nuovo, ennesimo cambio di presidente.
Pobre nuestro Ecuador, dicono in tanti. December 06 se il buongiorno si vede dal mattino...la sveglia suona, non c'ho un cazzo di voglia, ma ci si deve alzare. tardi peró.
cento scalini ed una salita a duemiladuecentometri si sentono. ma per arrivare in ufficio é la via piú breve.
accendo il computer, sbadigliando.
www.repubblica.it come ogni mattina, un modo come un altro per avere un piede in italia.
TAV, cariche pesanti della polizia. Teheran, aereo si schianta. tutti morti.
Se il buongiorno si vede da l mattino.... November 29 ricomincionon sono cambiate molte cose, in fondo sono passati solo cinque mesi.
a quito invece dei "forajidos" ho trovato a manifestare i sostenitori di gutierrez. quattro gatti in realtá.
a loja la vita scorre tranquilla, proprio come sempre.
giá, dimenticavo...sono tornato in ecuador!
questa esperienza credo che sará diversa dalle precedenti, tra l'altro com,'é giusto che sia. il fatto di non avere con me una macchina fotografica ne é il segno piú evidente. niente foto quindi. magari piú racconti. o forse no.
in realtá finora non avevo scritto niente per la paura di far sparire i vecchi racconti dal blog, me ne sarrebbe dispiaciuto, cosí quelli del viaggio in perú e bolivia li ho messi da un'altra parte...a memoria, http://marcello.iobloggo.com
esperienza diversa non credo voglia dire meno intensa o meno interessante, soltanto diversa. certo, il posto é lo stesso, le amicizie pure, ma con un altro obiettivo...che devo ancora scoprire.
sto leggendo. bei libri. e ritorneró a scivere. ricomincio oggi. November 03 lo so lo soecchecidevofare? mi ero riproposto di aggiornarlo e non l'ho fatto...cose che succedono no? motivi? impegni, svogliatezza, un po' di tutto...ma forse ora tornerò a farlo più spesso se non altro perché....SI RIPARTE!!! ma va', direte voi...che novità! Lo dice anche mia madre ormai!
Si riparte e si ritorna in Ecuador...non so per quanto ma credo che per i prossimi mesi farò un po' su e giù, due mesi là e due qua...staremo a vedere.
Intanto sto già cercando qualche meta interessante per natale e capodanno...lontano dalla famiglia purtroppo...ma spero anche lontano dal lavoro...ed in boxer a prendere il sole! September 18 lo aggiorniamo????Ebbé credo proprio sia arrivato il momento di aggiornare questo blog!!!
Lo trascurato un bel po'...ricevendo anche non poche critiche...e questo non può che farmi piacere...vuol dire che qualche sbandato davvero ci va a dare un'occhaita.
L'estate? Non facile da definire quest'anno...interessante direi...Lavoro? abbastanza e buono. Politica? finalmente a casa (per poco?). Incontri? positivissimi. Ok, una buona estate.
Ed ora?
Un bel dilemma! Ormai avevo deciso. Londra! Un bel po' di tempo a studiare inglese e lavoricchiare da qualche parte.
Ma proprio qualche gg fa mi è arrivata una telefonata molto lusinghiera dall'Ecuador.
C'è poi da mettere dentro il pentolone anche una mezza proposta per l'Uruguay.
Ed ora? Torno a richiedermelo...ancora senza risposta...ma forse Londra vince.
Intanto spero di riuscirmi a fare questo benedetto giretto in barca a vela...e prima una bella sfilata id auto d'epoca a Matera...il mio Gianfrino farà sicuramente il suo figurone! July 31 Gianfrino il maggiolinoTra routine e divertimento, tra gente che vuole e gente che non vuole "farsi la vacanza", tra caldo e caldissimo...la vera novità per me è lo splendido maggiolino, classe '74, che la mia famiglia mi ha regalato....si chiama Gianfrino...godetevelo!!! June 22 il mio mondoma chi l'ha detto poi che le emozioni forti si vivono solo in situazioni limite?! l'ho pensato anch'io, vero. Ma poi ci penso. Non sono più in viaggio, non sono più all'estero. Ma sono con la mia famiglia, i mie amici, il mio campeggio ed il mio lavoro di sempre. E' bellissimo vedere la mia nipotina crescere....sto bene e mi sento molto carico... E poi, meglio godersi tutto ciò ora. Ad ottobre si riparte. Ecuador o Gran Bretagna. La scelta è quasi una formalità....sto bene e mi sento carico! June 05 ormai ci siamo....Da quando sono tornato dal Perú e dall Bolivia ho continuato a viaggiare, questa volta per risalire l'Ecuador dalla mia Loja, cittá quasi adottiva! Sono rientrato stamattina dalla playa, Monpiche, anche se il sole ci ha abbandonati, e siamo tornati con un giorno d'anticipo in capitale. Settimana scorsa grande festa in Ambasciata per la festa della Repubblica...meglio tralasciare i particolari...poi via da Quito o meglio dalla colombia hostal... Ormai ci siamo davvero...domani alle 17.30 locali si prende il volo...e martedí pomeriggio saró nuovamente in italia! Beh, non mi dispiace affatto...voglio rivedere la mia famiglia e soprattutto la mia nipotina...eppoi se riesco a ritonarnarci qui...alla grande! Bueno, gente...a risentirci! May 24 Otra vez en EcuadorIl viaggio è finito così com'era inziato. Con una grande e splendida luna piena. Si torna in Ecuador, a Loja, per qualche giorno di lavoro. E poi si riprende un piccolo viaggetto salendo per la costa ecuadoriana. Finito il viaggio, restano tante cose. Le amicizie, i ricordi, i racconti, le avventure e disavventure. E le foto. Qui ce ne sono un po'. Non tutte, claro! Godetevele! May 19 sapore di saleBianco. Completamente bianco. Occhi che bruciano. Non ho gli occhiali, maledizione. Mi guardo intorno. Sono l'unico. Joder! Por fin el Salar! Ci sono finalmente. In tanti me ne avevano parlato. Nessuno si sbagliava. Il posto piú incredibile del mondo. Ed in questo viaggio ne ho visti tanti. Bianco ovunque. Sale ovunque. Perfino un hotel di sale. Abbandonato peró. Iniziano i tre giorni di tour fino a San Pedro de Atacama, Chile. Viaggiamo in fuoristrada. Lucas, el choffer é abbastanza taciturno. Noi in compenso facciamo un casino incredibile. Ci siamo conosciuti mezzóra prima di partire. Ma sembra una vita. C'é una coppia di brasiliani, Syntia e Pedro. Belli e simpatici. Glaubert e Marcelo, anche loro brasiliani, sebrano due fratelli. Owen, l'inglese che sembra John Lennon, ha un sombrero bellissimo. Peccato che il vento se lo porterá via. Con uno scenario cosí non si possono che fare foto bellissime. Ma non solo. Ed eccoci piccoli piccoli. In posa sulle spalle di Syntia. O camminando sul suo corpo. Siamo sull'isola del pescado. Finalmente una birra. Fredda. Sembrava quasi impossibile in Bolivia! Continuiamo per il Salar, fino al rifugio Colque. Giochiamo un po' con i bimbi di un pueblo deserto. Inizia a far freddo. Meglio una bottiglia di buon vino chileno. Anzi due. Inizio a muovermi per i tavoli. A conoscere un po' di gente. Sembrano tutti apatici. Un po' di musica. Si scalda l'ambiente. Ma a ballare siamo noi sei. Anzi otto. Si aggiunge Federico e la sua ragazza francese. Chi ha una chitarra? Grido. Nessuno. Ma alla fine eccola lí. Vuol essere suonata. E allora vai Federico. Facci divertire. Another beer in the world, please! Sempre piú calda, piú passa il tempo. Ma che importa. Doccia calda per tre ore. Dicono. Continua la nostra festicciola. Qualcuno intanto riesco a conviencerlo. E meglio a convincerla. Proviamo questa doccia, va'! Gelata! Brrrr. Freddo cane. Torniamo a ballare, almeno ci riscalidiamo. Manca poco e poi andrá via la luce. Prepariamoci alla notte. Peccato che in tre iniziano a russare... Sveglia e colazione prestino. Si riprende il viaggio. Siamo tutti un po' distrutti. Bel paesaggio. Belle lagune. Ma dopo il Salar tutto sembra superfluo. Anche le centinaia di fenicotteri ad un passo da noi. Siamo sempre piú in alto, fino a 5000 metri. Un vento cosí non mi eramai capitato di sentirlo. Fa freddo. E tanto. Ma mai come ne rifugio, se cosí si puó chiamare. Forse é meglio dormire in macchina. Ma siamo in sei. Piú l'autista. Scomodo. Non c'é niente. Ma almeno abbiamo una bottiglia di Pisco. Evvai! Festeggiamo il compleanno di syntia con qualche giorno d'anticipo. E ci riscaldiamo un po'. Questa sí che é una sveglia all'alba. E lo vediamo apparire, il sole. Dietro i vulcani. E lo vedró tramontare. Dal Valle de la Luna de San Pedro. Con colori bellisisimi. É ora di salutarsi. Come sempre, arriva la fine. Ma quando si vive intensamente un'esperienza, non importa. Ci rivedremo, certo. In Brasile. Magari a Carnevale. Ormai sono sulla strada del ritorno. In pochi giorni dovró risalire il Perú passando per Arequipa e Lima. Che bello questo viaggio! May 14 Potosí-UhuniOrmai mi stupisco di me stesso, ma non delle cose che mi succedono. Ennesimo viaggio, ennesima avventira. Ma tanto scivola tutto. Quest'ultimo? Ore previste sei. Ore impiegate undici. Buseta da 25 posti, credo degli anni settanta. Il mio sedile é l'unico che non si inclina, quindi non si chiude occhio. Almeno fino alle tre, quando riesco a cambiare posto. Ma non é la prima volta. Quindi, tutto normale. Prima sosta forzata, dopo mezz'ora. Polizia, narcotici dicono loro, fa un controllo ridicolo. Neanche un cagnolino randagio. Seconda sosta forzata. Buchiamo. Altra mezz'ora che va via. Terza sosta. Buchiamo ancora, ma non ci sono piú ruote di scorta. Si procede a dieci all'ora in salita e trenta in discesa. Il bus piú lento del mondo. Ancora fermi, ma questa volta si scende. Spettacolo! Un cielo cosí? Mai visto. Neanche in barca a vela a luci spente. La via lattea é a un passo. L'Orsa Minore scompare dietro una montagna; sembra proprio che il carro sia in strada con noi. Per fortuna che abbiamo questo ritardo! Non so quando mi ricapiterá di stare a 4000 metri sotto questo cielo. Beh, forse oggi. Nel deserto di sale. Sono in una caffetteria squallidissima. Ma era l'unica aperta alle cinque e mezza del mattino. E mi ha dato rifugio e un bel mate caliente. Almeno ho risparmiato l'hostal! Scambio due chiacchiere con tre Boliviani. Si parla di semina e cosecha. Non ne so niente. Faccio solo sí con la testa. Fa un freddo cane e piú di cosí non posso coprirmi. Speriamo bene nel Salar. Aspetto che schiarisca e che aprano le agenzie. Voglio partire. Voglio scoprire il Salar. Il mio vero scopo del viaggio. E poi aggiungeró un altro timbro sul passaporto. Quello Cileno! May 13 Caldo e freddoBeh l'accoglienza di Potosì non è stata proprio calda. Anzi, bien fria. Ho beccato la giornata più fredda dell'anno, fin'ora. -6 durante la notte. Ma soprattutto ho trovato un bel bloqueo. Tre chilometri a piedi in salita fino a trovare un taxi, con 20 kg sulle spalle a 4000 metri. non male no? Mattinata a letto. Anche per irprendermi dai cinque gionri di La Paz. Ne avevo bisogno. L'accoglienza potosina è stata fredda solo per il clima. Per il resto una meraviglia. Con i contatti e le lettere da consegnare di Vale e famiglia, non ho dovuto far altro che alzare la cornetta. Carlos Serrano è stato estremamente amable. Mate nel bar della plaza, chiaccherata su Potosì e sulla Bolivia di oggi. Analogie e differenze con l'Ecuador. Davvero interessante. Y despues paseo por la ciudad. L'essere la città più alta del mondo le da un certo fascino. Ma la sua storia e le sue storie la rendono praticamente unica. A cena al ristorante di Ruth. Tutti amici e conoscente. Si fa presto ad inserirsi nella conversazione. Quando arrivano i due della Cooperazione Italiana, poi...storie di progetti diversi con problemi simili. Anche se qui a Potosì ci fregano alla grande. Che peccato. Ma così è la vita. Mi mancano le mine e los mineros. Lo farò domani, prima di partire per Uhuni. E prima di pranzare col vescovo. Sì, proprio il vescovo. El Carretero un País
May 07 Once minutosAlcune frasi che ho sottolineato da "Once minutos" di Paulo Coelho... "...nadie pierde a nadie, porque nadie posee a nadie. Esa es la verdadera experiencia de la libertad:tener lo más impostante del munod sin poseerlo." "Cuando un jefe humilla a un empleado, o un hombre humilla a su mujer, simplemente està siendo cobarde, o vengandonse de la vida; son personas que jamás se han atrevido a mirar en el fondo de sus almas, que jamás han procurado saber de dónde viene el deseo de soltar la fiera salvaje, de entender que el sexo, el dolor y el amor sono experiencias limites del hombre." "Todas creen que un hombre desea simplemente once minutos al dìa, y que pagan un dineral por eso. No, no es asì; el hombre tambièn es una mujer; quiere encontrar a alguien, descubrir un sentido para su vida." "...pasamos años de nuestra vida intentando hacernos creer a nosotros mismos que el sexo es importante. Aprendemos el amor con prostitutas o con virgenes, contamos nuestras andanzas a todos los que quieren escuchar, nos paseamos con amantes jòven cuando nos hacemos mayores, todo para demostrarles a los demas que sì, somos aquello que las mujeresesperan que fuesemos." "No aprendemos, porque no tenemos valor para decirle a una mujer: enséñame tu cuerpo." "Eran vulnerables. No entendian muy bien qué estaban haciendo, simplemente sabian que la sociedad, los amigos, las proprias mujeres decian que era importante. <<Sexo, sexo, sexo>>."
il principioCi dirigiamo verso la frontiera, la buseta va a tutta velocità, dice l'autista. Un paesaggio mozzafiato e ad un tratto il mare. A 3800 metri. È il Puma Grigio, il Puma di Pietra. È il Titikaka. In lontananza si intavede un'isola, la Isla del Sol. È qui che tutto ha avuto inizio. Nel mio viaggio al reves sono giunto al principio. Vedere, conoscere, vivere i luoghi degli Incas è stato incredibile. La città sagrada de Cuzco, el Valle sagrado, l'imponente Machu Picchu. Quasi non si trovano le parole per descrivere ciò che si prova. Ma ora sono qui. Il posto che più di ogni altro nella mia vita mi trasmette tranquillità, serenità, pace. I turisti si disperdono evitando il solito frastuono. e in lontananza si sente la musica di un flauto. È qui che il Dio Sole ha dato vita al Primo Inca. È da qui che con i suoi fratelli e le loro donne sono partiti in cerca della terra ferma. È qui che tutto ha avuto inizio. È la Isla del sol. La Madre Terra. Pachamama. May 01 antes o dspues....beh prima o poi doveva succedere. Gli avvertimenti erano stati tanti e le precauzioni anche. Proprio ieri un'amica gringa mi aveva raccontato ciò che le era accaduto in mattinata. Stavo uscendo. Un secondo prima mi dice - Ten cuidado - Stai attento. Non sarà che porta sfiga? Faccio un giro. La cittá è piccola. L'ho vista quasi tutta. Ma ci sono dei vicoletti...que encanto. Prima però sosta al bancomat, sono quasi al verde e mi aspetta Machu Picchu. Costa un botto. Ritiro dollari. Continuo con la mia camminata per i vicoli. È già quasi scuro. Ma la serata è più calda della precedente. Tanta gente si avvicina. Amigo, amigo, comprame algo. Amigo, por el camino de los Incas. No, gracias. Due uomini. Come tanti, appunto. Vicolo scuro. Si avvicinano. Uno mi prende sottobraccio. Mi spavento. Mi mostra una pistola. Non so se sia vera. Ma meglio non rischiare. L'altro ci segue due passi dietro. Mi portano da un'altra parte facendo finta di parlare di Cuzco quando incrociamo qualcuno. Un bar squallido. La ragazza ci porta una Cusqueña da un litro. Calda. Odio la birra calda. Ma ho altro a cui pensare. La ragazza va via. Sembra conoscerli. Mi guarda strano. Svuoto le tasche. Soldi, bancomat, biglietti da visita, foto di Marta, tessere Sg, numeri di telefono appuntati, halls, chiavi. È tutto. Prendono subito i soldi. Cento dollari e cento cinquanta soles. Prendono il bancomat. No, por favor, no pueden utilizarlo, lo necesito. Si guardano, me lo lasciano. Continua a bere. rilassati, non ti facciamo niente. Va bene, però ora basta. Io vado. Finisci il bicchiere, poi vai. A Cuzco no, non me l'aspettavo. Certo con tutti i turisti c'è da aspettarselo. Ma nella bella Cuzco! Avevo bisogno di una serata forte. Ma avevo anche la testa altrove. Cena cn Karen. Poi all'hostal Resbalosa. Ho voglia di dormire e domani devo svegliarmi presto. È stato un piacere. Estamos en contacto. Hasta luego. Sono ad Ollantaytambo. Bevendo un jugo de piña con una ragazza austriaca. Aspettiamo che cali il sole un po' per addentrarci nelle "rovine" . Dicono sia il pueblo piú antico de los Incas. Sicuramente è il più affasciante del Valle Sagrado. E poi da qui prenderò il treno fino a Machu Picchu. Un treno. Finalmente. |
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